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sabato 5 giugno 2010

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Passano gli anni, i mesi e se li conti anche i minuti (così cantava De Andrè), ed in un attimo arriva il 1989. Quello fu l'anno di pensionamento del mio glorioso Olivetti M24; da un giorno all'altro sulla mia scrivania arriva un fiammatante Olivetti M380. Salto la generazione del 286 e della grafica EGA per ritrovarmi tra le mani il un vero e proprio mostro tecnologico:

  • Processore Intel 386DX, 40Mhz
  • 8 MB di RAM
  • Hard disk da 120MB
  • Disk Drive 3.5'', 1.44 MB
  • Disk Drive 5.25'', 1.2 MB
  • Scheda grafica VGA


Finalmente potevo godermi 256 colori a video, che mi grantivano una qualità grafica paragonabile a quella dell'Amiga che un paio di anni orsono mi aveva fatto morire d'invidia. Il sonoro, purtroppo, era ancora affidato al cicalino ma almeno graficamente il PC iniziava a mostrare i muscoli.

Questo fu il primo di una lunga serie di aggiornamenti che mi permise si, di godere appieno dei giochi più moderni, ma nel contempo mi portò a dilapidare un piccolo patrimonio :o(

Le retro-recensioni da qui in avanti si faranno veramente interessanti .... stay tuned!!!

domenica 30 maggio 2010

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La storia di oggi ha poco a che fare con il retrogaming su PC, ma fa parte della mia "formazione" di giocatore di vecchia data e quindi ve la racconterò lo stesso :o)

Non mi ricordo con precisione che hanno fosse, probabilmente il 1987. Sulla scrivania della mia camera ancora troneggiava il fantastico Olivetti M24.
Quel giorno di tanti anni fa mi recai, come facevo spesso, nel negozietto di elettrodomestici del mio paese. Dovete sapere che nel retro bottega, il losco esercente, tra una valvola ed un transistor aveva una paio di Commodore 64 ed un PC che utilizzava per spacciare videogames a pacioccosi ragazzini come me. Entrato nell'antro oscuro il mio sguardo fu attratto da un televisore in cui troneggiava l'immagine di una mano bianca che reggeva un dichetto blu. Sotto il televisore un piccolo computer bianco che su la scritta Commodore Amiga. Non ne avevo mai sentito parlare. Le notizie allora non volavano veloci come oggi.

Visto il mio interesse, il bieco figuro, forse sperando di carpire il mio denaro, afferrò un dischetto e lo inserì in una fessura posta sul lato destro del case. Il piccolo computer cominciò a gracchiare, nutrendosi delle preziose informazioni memorizzate sul supporto magnetico. Dopo un attimo, l'immagine sullo schermo sparì e dalle del televisore iniziò ad uscire una fantastica melodia in puro stile film cavalleresco. Ancora un paio di gracidii dal drive e sullo schermo appare una scritta dorata, affisa ad un muro, che riluce come colpita dai raggi del sole.
Mi ci vollero 10 minuti per raccogliere la mascella che era piombata al suolo per lo stupore! Non avevo mai visto ne sentito nulla di simile uscire da un computer. Fu una vera e propria folgorazione che, ancora oggi, ha uno spazio tra i miei ricordi.

Il gioco era Defender of the Crown, il computer un Amiga 500 nuovo di pacca.


In seguito mi procurai una coppia del gioco per il mio PC ma, dopo aver visto e sentito quello che l'Amiga era in grado di fare, non riuscii ad apprezzarlo nella povertà dei 4 colori CGA con il cicalino che, in sottofondo rantolava l'epica colonna sonora :(

 

Defender of the Crown è il primo gioco realizzato dalla Cinemaware, azienda che contribuì a far grande il mito dell'Amiga. Si tratta di un gioco strategico di "cappa e spada" ambientata nell'Inghilterra medioevale. Dopo la morte del re il regno è allo sbando, a voi spetta il compito di riunirlo sotto la bandiera Sassone sbaragliando le orde Normanne. Il gioco presenta una mappa (stile Risiko) dei territori inglesi che dovranno essere conquistati uno ad uno tra battaglie campali ed assedi. Tra una conquista e l'altra il giocatore potrà partecipare a giostre medioevali e salvataggi di dolci pulzella, al fine di rimpinguare le casse del regno e potenziare i propri eserciti.

Prima di concludere vorrei spendere due parole sulla Cinemaware. Fondata nel 1985 produsse, nei sei anni della sua vita, alcuni più spettacolari titoli rilasciati per Amiga. Tra questi ricordo, oltre al già citato Defender of the Crown, Rocket Ranger, la serie TV Sports ed i due It came from the Desert.

Tutti i titoli sviluppati dalla Cinemaware furono convertiti per PC. Purtroppo, essendo il più delle volte la giocabilità, aspetto secondario rispetto alla spettacolarità grafica e sonora vi invito a provare le versioni per il gioiello Commodore per apprezzare queste perle del retrogames  (dalla piccola critica sulla giocabilità sollevo It came from the desert che è proprio una bella avventura).

lunedì 24 maggio 2010

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Il mondo di internet è pieno di siti dedicati al retrogaming; molti di essi cantano le glorie del Commodore 64, dello ZX Spectrum e dell'Amiga.
Con questo blog vorrei dare il mio contributo a questo "movimento" osservandolo dall'ottica, molto personale, di colui che ha iniziato a videogiocare in quegli anni (middle eighties) sfruttando il sistema che allora, a detta di tutti, era il meno indicato per farlo: il Personal Computer (PC per gli amici).

La mia storia di video giocatore va molto in controtendenza rispetto ai miei coetanei che sono cresciuti a pane e C64. Mio padre impiegato in una nota azienda Eporediese, famosa prima per le macchine da scrivere e poi per i PC, si era sempre rifiutato, nonostante le mie insistenze, ad acquistarmi uno dei mostriciattoli Commodore giudicandola una macchina utile solo a giocare (sigh!).

Per me appassionato di quelli che chiamavamo "giochi da bar", oggi coin-op, era il massimo andare da un mio amico e giocare sul suo C64 alle conversioni di Ghost 'n Goblins, Commando, Galivan, Space Pilot e chi più ne ha, più ne metta. Interminabili minuti a fissare la cassetta che girava nel registratore per poi pronunciare la frase più abusata di quei tempi: "E' UGUALE!!!!".

Ebbene si, mentre gli altri si divertivano a casa con il loro C64, io mi rodevo, dilapidavo tonnellate di monete da 100 lire in bar malfamati e aspettavo con impazienza che il mio antenato più prossimo rinsavisse.

Fu così che sul finire del 1986 ebbi la notiza ufficiosa che Babbo Natale aveva accettato di portarmi il mio primo computer. L'attesa per il mio C64 fu spasmodica e non vi dico il misto di delusione e rabbia quanto la mattina di natale mi trovai sul tavolo del soggiorno (sotto l'albero non ci stava!!!) uno scintillante Olivetti M24.

Le specifiche per i tempi erano avvenieristiche:

  • Processore 8086 8MHz
  • 640KB RAM
  • 2 Disk Drive - 5.25'' / 720 KB / Double Side
  • Hard Disk da 10MB
  • Grafica CGA / 4 colori / 320x200
A raccontarle oggi fanno quasi tenerezza ma allora era veramente il top che si potesse avere da un PC.





Col senno di poi devo ringraziare il mio daddy che con tale acquisto mi instradò verso la professione che tutt'oggi svolgo, però allora ne fui un po' deluso.

Con il computer ricevetti anche 2 dischetti, riportati sull'etichetta la scritta Giochi I e Giochi II. Nel prossimi post vi parlerò di questi due dischetti.

PS
Nella pagina di wikipedia che ho linkato con le specifiche dell'M24, sulla destra c'è la fotografia di un PC AT&T; lasciando perdere il fatto che la foto non centra nulla con il suddetto modello, sul video di tale PC è in esecuzione uno dei giochi che più mi fece impazzire (a cui dedicherò uno speciale) in quegli anni. Qualcuno di voi si ricorda il nome di tale gioco? (quello riportato nella didascalia è il nome di un suo derivato, io voglio il nome del capostipite).